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Diario
18 novembre 2009
Ecco, la musica è finita...
Rieccomi. Dopo quasi due anni. Di cose ne sono accadute. Molta acqua è passata sotto i ponti. E molte delle mie cose quest'acqua se le è portate via: i miei progetti, tutto il lavoro fatto fino a quel momento. La mia indipendenza.
Due anni fa iniziai a scrivere questo blog (in verità pochi post letti da un paio di amici che, penso, si siano dimenticati dell'esistenza di questo diarietto) perché mi sentivo solo a Milano. Avevo lasciato con le lacrime agli occhi la mia Bologna, che avevo così tanto amato anche se lei non mi aveva ricambiato. E così mi ero ritrovato nelle nebbie di Milano, in una città scortese e sprezzante. Lavoravo in una redazione orribile per il successo di una donna che non mi piaceva ed ero circondato da gente famelica. Però pensavo che fosse l'inizio, che sarebbe stata dura, ma che alla fine ce l'avrei fatta. Credevo che sarebbe stata una prova da dover superare prima di essere felice, perché, anche se sono sempre stato un gran lamentone, dentro di me ho scelto sempre la speranza. E mi sono ingannato.
Così, i giorni sono diventati uguali ai giorni. Fatico a trovare la forza di scendere dal letto al mattino, di trovare una buona ragione per affrontare una nuova giornata. E mi guardo sopravvivere. Intrappolato.
Ora non ho voce per gridare. E la notte è come un enorme vuoto spaventoso che tutto ingoia, nel silenzio. Incombe con l'esercito dei sogni infranti, degli amori perduti, delle battaglie perse. E io non posso che contare le ore che mi dividono da un'altra terribile alba.
Sono così... solo.
| inviato da shofar il 18/11/2009 alle 0:42 | |
28 gennaio 2008
Firmiamo per salvare la vita di Hamzeh e Loghman
Due giovani iraniani sono stati arrestati perché gay e ora rischiano di essere impiccati. Lo denuncia il Gruppo EveryOne, organizzazione no profit per la difesa dei diritti umani, che si è già occupata in passato della vicenda della lesbica iraniana Pegah Emambakhsh, rifugiatasi a Sheffield, nel Regno Unito, dove le è stato negato l'asilo come rifugiata, e dove è ancora in attesa della decisione della magistratura inglese.
Per saperne di più e per firmare la petizione:
http://www.everyonegroup.com/EveryOne/MainPage/Entries/2008/1/26_Petition_for_the_lives_of_Hamzeh_and_Loghman.html
24 gennaio 2008
Caduto il Governo Prodi

Io ormai non amo più questo Paese.
| inviato da shofar il 24/1/2008 alle 21:25 | |
23 gennaio 2008
Ci sono rimasto male... :-(
HEATH LEDGER SE N'E' ANDATO...
 Io non ho mai avuto miti nel mondo dello spettacolo. Non fa parte del mio carattere... Ma di Ledger mi ero mezzo innamorato, al tempo di Brokeback Mountain. Sapere che se n'è andato così, solo e imbottito di sonniferi mi ha fatto male. Molto.
morto
heath ledger
| inviato da shofar il 23/1/2008 alle 1:44 | |
12 gennaio 2008
Rieccomi!
Da quache giorno sono tornato sotto la Madunina... A lavorare!!! Non c'è che dire: si stava meglio in vacanza! Voglia di aggiornare il blog pari a zero. Per ora mi limito, anche se in ritardo ad augurare un buon 2008 ai 4 gatti che capitano su queste pagine...
| inviato da shofar il 12/1/2008 alle 0:52 | |
24 dicembre 2007
Vacanze!
Arrivano le vacanze e pure sto blog si riposa (oddio, non che si sia mai affaticato troppo...). Ci si rivede l'anno prossimo! Auguri!!!
| inviato da shofar il 24/12/2007 alle 15:11 | |
8 dicembre 2007
Paradossi di un Paese piccolo piccolo
Mentre Luttazzi viene cacciato anche dalla "democratica" La7 (gli intoccabili prosperano ovunque, leggi alla voce Ferrara), e una donna romena viene travolta e uccisa da un'auto guidata da un italiano ubriaco (considerate il silenzio attuale del popolino della destra fascistoide e il rumore assordate che avrebbe fatto, invece, se la vittima fosse stata italiana e rumeno quello al volante...), Bossi recluta i suoi prodi montanari della Val Brembana. Armati di forche e vanghe, balbetta e sbavaccia il Senatùr della canottiera (capo di abbigliamento schifato ora anche dai grandi magazzini londinesi), il grande popolo della grolla e della polenta e osei "è pronto ad attaccare", dando la caccia allo straniero e colpendo al cuore "l'Italia schiavista". E anche se ormai tutto questo noi siamo abituati a viverlo con un misto di noia e scherzosa ironia, io non riesco a non smettere di chiedermi: quando è che si ha paura della satira? (la risposta datevela da soli). Ma, soprattutto: l'istigazione all'odio razziale e l'attacco all'unità nazionale non sono puniti per legge?
27 novembre 2007
Per qualcuno sono solo ragazzi...
Da Corriere.it di oggi:
Gli scrivono "gay" con svastica sul petto. Episodio di bullismo in un istituto di Finale Ligure.
SAVONA - Gli scrivono "gay" con svastica sul petto. Episodio di bullismo in un istituto di Finale Ligure. Tre studenti monorenni di un istituto alberghiero di Finale Ligure hanno scritto sul petto di un loro compagno la parola «gay» accompagnata da una svastica. Ne dà notizia il circolo di cultura omosessuale Mario Mieli, che definisce il gesto «gravissimo, non solo perché ha offeso e scioccato il ragazzo, che ha avuto però il coraggio di denunciare l'accaduto, ma anche perché richiama a pratiche del passato che dovrebbero essere solo un brutto ricordo». Il circolo apprezza il coraggio dell'insegnante di ginnastica, che ha subito individuato gli autori del gesto, e del preside, che ha denunciato l'episodio ai carabinieri. «Quello che per tre ragazzi può essere stato forse solo un gesto sciocco, un modo per imporre la loro 'forza' su un altro compagno, è per noi invece indice gravissimo di una generale tendenza a emarginare e a stigmatizzare anche con violenza gratuita». Da Repubblica.it del 23 novembre:
Violenza neonazista in Germania svastica incisa sull'anca di una ragazza
BERLINO - La ragazza di 17 anni voleva difendere una bimba extracomunitaria di sei anni molestata da un gruppo di giovani neonazisti, gli estremisti di destra hanno aggredito l'adolescente, e con un bisturi le hanno inciso una svastica sull'anca. E' accaduto a Mittweida, cittadina di 16mila abitanti in Sassonia, Germania orientale, all'inizio di novembre, ma solo ora il crimine è stato reso noto.
Io sono senza parole... Intanto, questi qua sotto, parlano così:
25 novembre 2007
E se lo dice anche lui...
da Corriere.it:
Berluscono in collegamento telefonico con l'assemblea degli azzurri a Milano: «La Cdl ormai era un ectoplasma»
| inviato da shofar il 25/11/2007 alle 21:27 | |
25 novembre 2007
Una pubblicità così in Italia scatenerebbe quei pazzi del Moige...
La prima volta che mi è arrivato in mail, inviato dal Belgio, doveva essere il 2001. Scopro ora che fu proprio l'anno in cui fu eletto "lo spot più gay di tutti i tempi". Con questa pubblicità così ironica e divertente, la casa automobilistica Hyundai incrementò le vendite del 21% nella sola Svezia. Ma si sa la Svezia non è l'Italia. Da noi, per una pubblicità così, quei disgraziati del Moige avrebbero portato in tribunale la tv emittente, il pubblicitario, la concessionaria Hyundai sottocasa e la signorina buonasera che due minuti prima annunciava i programmi della serata...
pubblcità
gay
moige
hyundai
| inviato da shofar il 25/11/2007 alle 12:10 | |
21 novembre 2007
I miei amici lo sanno che l'avevo detto: tempo un paio di anni e quelli iniziano con le rivendicazioni!
Da Corriere.it:
I Savoia chiedono 250 milioni allo Stato Pretendono anche la restituzione dei beni confiscati quando nacque la Repubblica.
ROMA - Vittorio Emanuele di Savoia e suo figlio, Emanuele Filiberto, hanno chiesto ufficialmente allo Stato italiano il riconoscimento di danni morali per un valore complessivo di 260 milioni di euro, senza contare gli interessi, in aggiunta alla restituzione dei beni confiscati alla famiglia Savoia dallo Stato quando nacque la Repubblica italiana.
L'INTERVISTA - A rivelarlo gli stessi Vittorio Emanuele ed Emanuele Filiberto che in una intervista che andrà in onda questa sera su Rai Tre a Ballarò spiegano di avere inoltrato la richiesta di danni circa 20 giorni fa con una lettera di sette pagine al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e al presidente del Consiglio, Romano Prodi, tramite i propri legali, Calvetti e Murgia. Tra i motivi della richiesta di risarcimento illustrati nella lettera e spiegati da Emanuele Filiberto ci sarebbero i danni morali dovuti alla violazione dei diritti fondamentali dell’uomo stabiliti dalla Convenzione Europea per i 54 anni di esilio dei Savoia sanciti dalla Costituzione Italiana.
Secca la replica del governo: l'Italia chiederà a sua volta i danni all'ex famiglia reale per le responsabilità legate al fascismo. Io propongo, invece, di riaccompagnarli al confine a suon di schiaffoni.
20 novembre 2007
Agghiacciante!
Per curiosità ho voluto vedere un attimo la puntata incriminata di Ciao Darwin, che sta andando in onda in questo momento. Accendo allora la televisione e sullo schermo compaiono due squadre, una gay e una etero, intente a gareggiare rappando. Il testo degli etero parla di Dio, di leggi di Natura, di riproduzione e di normalità. I gay ribattono tentando di giustificarsi... Ovviamente, i testi sono scritti dagli autori di questo programma, che definire osceno è poca cosa. Mi auguro che l'Arcigay e molte associazioni che si battono contro l'omofobia, il razzismo e i pregiudizi presentino una bella querela a Bonolis e ai suoi autori.
Fossi stato in Ruggin, invece che rilasciare interviste ai quotidiani, avrei preso a schiaffi Bonolis e mi sarei rifiutato di farmi usare da lui e dai suoi compari.
19 novembre 2007
Della serie: ben ti sta!
Da Corriere.it:
E' gay e va in Tv. Il parroco lo caccia. La confessione al programma 'Ciao Darwin' Lui è un militante di Forza Italia.
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| Alberto Ruggin (foto tratta dal Mattino) | PADOVA - È gay, partecipa al programma televisivo «Ciao Darwin» che andrà in onda martedì sera, e il parroco lo caccia dal coro della chiesa. Tutto accade a Este, in provincia di Padova, ed è il quotidiano «Il Mattino di Padova» a raccontare la storia di Alberto Ruggin vent'anni, un passato di capochierichetto e di catechista, tra i fondatori del Circolo delle Libertà di Este, che non si vergogna e ritiene di aver fatto la cosa giusta, ma non tutti sono d'accordo con lui.
Ruggin ha dichiarato apertamente di essere gay, partecipando al programma tv di Paolo Bonolis nella squadra degli omosessuali che sfida gli eterosessuali. Ma il parroco della chiesa nella quale Ruggin, cantava nel coro, ha ritenuto che la sua omosessualità fosse motivo di esclusione dal gruppo. Ruggin, residente a Este, paese che in passato era una delle roccaforti del Veneto «bianco» ha raccontato che dopo aver fatto outing sulla sua natura sessuale in seguito alla partecipazione a «Ciao Darwin», il giovane, che da sempre partecipa alle attività della parrocchia della basilica delle Grazie - ex capochierichetto e catechista e da sette anni voce nel coro della chiesa - ha spiegato che il parroco, don Paolino, lo avrebbe invitato a non farsi più vedere alla corale a causa della sua omosessualità. «Lasciamo perdere queste cose», si è limitato a dire laconicamente il parroco.
Il sacerdote, stando al racconto di Ruggin, avrebbe circoscritto la reprimenda alla partecipazione al coro, non vietando al giovane di prender parte alla messa. La storia di Ruggin, tra i fondatori del Circolo delle Libertà di Este, ha destato scandalo nel paese, dividendo gli stessi compagni di partito del ragazzo fra posizioni solidali e prese di distanza sul modo pubblico scelto per rendere note le sue preferenze sessuali.
29 ottobre 2007
E Natzinger colpisce ancora...
11 ottobre 2007
Questa notizia è per i neonazisti italiani...
Violenta fidanzata: sconto di pena, è sardo Sei anni a immigrato italiano, ma giudice concede «attenuanti etniche e culturali». Il difensore: «Sentenza razzista»
Germania - «È una sentenza razzista», ha commentato l'avvocato difensore del condannato. Ma questa volta la malagiustizia italiana non c'entra. La vicenda è avvenuta in Germania e ha come protagonista negativo un immigrato italiano di 29 anni che lavorava come cameriere in Germania. Costui ha tenuto segregata per giorni la ex fidanzata, l'ha picchiata, violentata, torturata e umiliata in vari modi. Catturato e processato, è stato condannato a sei anni di carcere, ma un giudice del tribunale di Hannover gli ha concesso uno sconto di pena di almeno due anni riconoscendo «le attenuanti generiche e culturali», in pratica perché è sardo. Nella sentenza si legge testuale: «Si deve tenere conto delle particolari impronte culturali ed etniche dell'imputato. È un sardo. Il quadro del ruolo dell'uomo e della donna, esistente nella sua patria, non può certo valere come scusante me deve essere tenuto in considerazione come attenuante». Il fatto di essere nato in Sardegna, per il giudice tedesco, rende quindi meno grave la responsabilità del giovane che, convito che la fidanzata lituana lo tradisse, l'ha tenuta prigioniera per tre settimane sottoponendola anche a violenze sessuali di gruppo e arrivando a orinarle addosso.
da Corriere.it
Una notizia che farebbe ridere, se non fosse terribile. Non riesco però a non pensare a certi naziskin (ne ho visti anche in Sardegna) che si riempiono la bocca di parole come "razza" e "purezza": belli miei, in Germania noi "italici" siamo considerati alla stregua di una tribù del deserto... Non male, no?
italia
razzismo
donne
sardegna
violenze
| inviato da shofar il 11/10/2007 alle 12:42 | |
1 ottobre 2007
Ecco l'ultima pagina di "Lettre à D."
La nuit je vois parfois la silhouette d'un homme qui, sur une route vide et dans un paysage désert, marche derrière un corbillard. Je suis cet homme. C'est toi que le corbillard emporte. Je ne veux pas assister à ta crémation; je ne veux pas recevoir un bocal avec tes cendres. J'entends la voix de Kathleen Ferrier qui chante «Die Welt ist leer, Ich will nicht leben mehr» (1) et je me réveille. Je guette ton souffle, ma main t'effleure. Nous aimerions chacun ne pas avoir à sur vivre à la mort de l'autre. Nous nous sommes souvent dit que si, par impossible, nous avions une seconde vie, nous voudrions la passer ensemble.
(1) «Le monde est vide, je n'ai plus envie de vivre»
«Lettre à D., Histoire d'un amour», di André Gorz, Editions Galilée, 2006.
| inviato da shofar il 1/10/2007 alle 15:28 | |
26 settembre 2007
Addio ad André e Dorine...
Se ne sono andati insieme, André Gorz e sua moglie Dorine. Sessant'anni passati uniti, sessant'anni di amore e comprensione reciproca. Un anno fa il filosofo francese, di origine ebraico-austriaca, in genere così schivo e restio a parlare di sé, aveva scritto un libro in cui ridichiarava, a oltre mezzo secolo dal primo incontro, il suo amore per la moglie ("mi sono rinnamorato di te come all'inizio"). In un passaggio ricordava anche di un sogno recente (la moglie era stata colpita da una malattia degenerativa oltre che da un cancro) in cui un uomo (lui stesso) camminava dietro un feretro in una città deserta. "Non riesco a immaginare di vivere senza di te", aveva scritto Gorz. Così, qualche giorno fa, i coniugi Gorz hanno deciso di lasciare questo mondo insieme, così come insieme avevano vissuto quasi tutta la loro vita. I due corpi sono stati trovati da un'amica della coppia nella casa di Vosnon, nell'Aube. Sulla porta di casa un messaggio: "Avvisate la gendarmeria".
andrè gorz
| inviato da shofar il 26/9/2007 alle 19:50 | |
23 settembre 2007
Rieccomi qua...
Lo so... Sono latitante da troppo tempo. Mi rendo conto solo ora di quanto sia impegnativo un blog. Anche se non ho molti lettori (a naso direi 5 o 6, compresa mia sorella e un paio di amici) sento già la responsabilità di tenerlo aggiornato. E una responsabilità è, solitamente, un fardello. Tra il lavoro, la palestra, qualche puntatina in Emilia, per sentirmi per qualche ora a casa, dove lo trovo il tempo per scrivere qua, ma soprattutto il tempo necessario per non scrivere sciocchezze inutili? Sinceramente non lo so... Però prometto che ce la metterò tutta...
Intanto, mi preparo alla prima diretta di quest'anno: venerdì alle 21.30. L'ospite che ho "seguito" in queste settimane, per il quale ho fatto la rassegna stampa e buttato già qualcuna delle domande che la conduttrice farà, è un politico di primo piano, soprattutto in questo periodo. Apre lui le danze. La cosa divertente di tutto ciò è che questo stesso uomo politico fu il primo che intervistai, ormai diversi anni fa, come stagista fresco fresco nella redazione del Tg3. E ora mi tiene di nuovo, a sua insaputa, a battesimo in questa nuova esperienza televisiva... Sarà un segno? Se non altro fa parte del mio schieramento politico... :-)
| inviato da shofar il 23/9/2007 alle 22:23 | |
30 agosto 2007
E' arrivato il w-e!!!
Domani è venerdì! Lo so che avevo detto a tutti che questa volta avrei resistito, che questa volta avrei vissuto anche la Milano del week-end... Bè, a quante pare non ce l'ho fatta. Domani, appena fuori dalla redazione, un saltino in palestra e poi punto il Tom Tom in direzione Parma (ovviamente lo uso solo per uscire da questa città infernale!!!!). Sabato invece passeggerò sotto le Due Torri. Finché non iniziano le dirette mi sa che il venerdì sera mi troverà così: sfrecciante sull'autostrada!
milano
weekend
fuga
| inviato da shofar il 30/8/2007 alle 22:45 | |
27 agosto 2007
Sotto la Madunina...
E il count down è terminato. Ieri sera sono arrivato a Milano... Ce l'ho messa tutta per pensare positivo. Giuro che mi sono impegnato. Non so quante volte mi sono ripetuto: c'è gente che farebbe carte false per andare a vivere a Milano; c'è gente che ti invidia perché lavori nella redazione tv di un noto programma de La7.... Mi sono ridetto queste cose come un tantra, me le sono ripetute come una litania ogni sera prima di addormentarmi per almeno tutto il mese di agosto... E ora che sono qui... be'... Tantra o non tantra, litanie o no, mi sento sprofondato in un pozzo nero di malinconia... IO LA ODIO QUESTA CITTA'! E mai come ora mi manca la mia Bologna... I miei amici mi telefonano per farmi sentire il loro calore e così mamma... Alla fine mi ritrovo con la lacrimuccia e a ridacchiare tra me e me perché sembra sia partito per il fronte... Così finisco per guardare il calendario: Natale è ancora lontano, troppo lontano... Ma sarà ancora più bello in quel periodo ritornarmene a casa... Stasera è questo l'unico mio pensiero, mentre segno una X sul mio primo giorno milanese...
milano
solitudine
tristezza
| inviato da shofar il 27/8/2007 alle 21:45 | |
14 agosto 2007
Già finite le vacanze...
Rieccomi a Bologna, doppo 8 giorni di Sardegna (troppo pochi!!!)... Un caldo che si soffoca e un'umidità che ti affoga... Bella roba. Quando riprendo le forze, scriverò....
| inviato da shofar il 14/8/2007 alle 18:37 | |
5 agosto 2007
Camerata Don Gelmini!... Presente!
Ce l'ha con i magistrati (rossi) il Don Gelmini ("Non ho fiducia incondizionata. Certo, ho incontrato giudici splendidi,
ma ci sono anche giudici mascalzoni che pur di finire in prima pagina
fanno soffrire ad arte la gente", dice); ce l'ha con chi accusa la Chiesa di avere preti pedofili tra le sue fila ("I pedofili sono ovunque nella società", e con questo???); ora ce l'ha pure con gli ebrei ("È in atto un'offensiva ebraico-radical chic che mira a screditare la chiesa cattolica"). Proprio un bel quadretto. Decisamente un uomo di amore, pace e perdono 'sto Don Gelmini (Cosa vuole dire ai suoi accusatori?
"Nessun messaggio. Li ho perdonati, ma sappiano che raccoglieranno
quello che hanno seminato. Io ho fatto quello che potevo: una bella
iattura..."). E non a caso abbiamo dovuto vedere la patetica levata di scudi aprioristica di tutto il centro-destra: tra pari ci si aiuta... Comunque sia, dopo la sua intervista a Giuliano Foschini di Repubblica, a me sembra che più che il cappellano di Forza Italia Don Gelmini sia il cappellano di Forza Nuova. Del resto, non deve manco cambiare il colore della "camicia" ...
2 agosto 2007
Firmiamo la petizione per Epolis
Mentre la nave Epolis lentamente affonda, i suoi 130 giornalisti si avviano verso la cassa integrazione. Firmiamo la petizione perché i 15 quotidiani del gruppo tornino a essere distribuiti e i posti di lavoro salvati: http://www.giornalisticamente.net/petition/
1 agosto 2007
E così restiamo ancora una volta... a bocca aperta...
Io non me ne intendo un granché, ma... i capelli sono i migliori strumenti per indicare se c'è stato abuso di droga. E il vantaggio rispetto a urina, sangue o saliva è che nei capelli si trovano tracce di sostanze stupefacenti consumate settimane prima. Invece cosa fanno i nostri comici onorevoli targati Udc (con loro qualche altro esponente fascista)? Una bella e pagliaccesca carnevalata davanti a Montecitorio: tutti in fila a donare saliva per dimostrare al mondo (mamme e mogliettine comprese) che loro non si fanno (e se si fanno qualche donnina a pagamento, be' è tutta un'altra storia). Peccato che siano settimane che Casini & C. dicono che avrebbero fatto fare il test a tutti i loro compagnucci di banco in aula. Lo hanno urlato per bene così anche il più tonto si sarà tenuto pronto e per qualche giorno avrà trombato qualche squillo di più e si sarà fatto qualche sniffata di meno. Ma noi siamo scemi? I giornali, insieme ai politici, evidentemente pensano di sì, dato che nessuno ha sottolineato l'inutilità di questa patetica messa in scena propagandistica.
| inviato da shofar il 1/8/2007 alle 16:54 | |
31 luglio 2007
Ed Antonioni segue Bergman...
Il regista Michelangelo Antonioni è morto ieri sera, verso le ore venti. Si è
spento serenamente nella sua casa a Ferrara, su una poltrona, con accanto la
moglie Enrica Fico. Aveva 94 anni. Domani in Campidoglio sarà allestita
la camera ardente. I funerali si svolgeranno invece dopodomani a
Ferrara. Così, dopo Bergman, un altro grande ci lascia... e noi restiamo un po' più soli e un po' più poveri...
| inviato da shofar il 31/7/2007 alle 19:27 | |
31 luglio 2007
E Previti se ne va... a testa alta (e il coraggio???!!!)
La scelta del deputato in una lettera: "Sono innocente". Il voto dell'Aula: 462 sì, 66 i no
Imi-Sir, Previti gioca d'anticipo: si dimette ed evita di essere dichiarato decadutoROMA - Cesare Previti non è più onorevole. L'addio alla Camera
del deputato forzista arriva attraverso due lettere (una per il
presidente della Camera Fausto Bertinotti, l'altra in cui si chiede il
voto palese) lette in Aula dal capogruppo di Forza Italia Elio Vito.
Una mossa che mette fuori gioco il voto sulla decadenza dalla carica di
parlamentare in seguito alla condanna a sei anni nel processo Imi-Sir.
Con la Camera che accantona questo voto e si pronuncia sulle
dimissioni. Accogliendole.
La giornata inzia con la lettura della lettera di Previti. "Sono
innocente e sconto una sentenza ingiusta", scrive il forzista che
chiede il voto "palese" sulle sue dimissioni. Non ottenendolo. Serve,
dice Bertinotti, un accordo unanime. Che non c'è. E allora il voto
resta segreto.
"Il breve termine intercorso tra la fissazione dell'ordine del giorno e
la seduta odierna, l'operatività nel periodo estivo anche per le
strutture giudiziarie e lo stato attuale di detenzione domiciliare nel
quale mi trovo, rendono praticamente impossibile la mia presenza in
Aula e mi privano sostanzialmente della possibilità di partecipare al
dibattito sulla mia decadenza - scrive Previti - La creazione di un
simile precedente costituirebbe un vulnus gravissimo e irrecuperabile
per il Parlamento e per i singoli parlamentari".
Durante il dibattito il centrodestra difende con forza Previti,
parlando di "obiettivo politico" e sostenendo che la pena accessoria
potrebbe decadere al termine dell'affidamento ai servizi sociali e
sarebbe stato quindi opportuno attendere di sapere se l'interdizione
sarà confermata o no.
Il voto è senza storia. Le dimissioni accettate: 462 sì, 66 no e
quattro astenuti, di cui tre appartenenti al centrodestra. Votazione
segreta, ma si sa che Ulivo, Comunisti italiani, Italia dei valori,
Rifondazione comunista, Verdi, Sinistra democratica, Rosa nel Pugno e
Pdci, hanno dato il loro sì alle dimissioni.
Nel centrodestra, voti favorevoli arrivano da Alleanza nazionale: "Per
rispetto di questo collega che aveva chiesto il voto palese sulle sue
dimissioni, voto palese che gli e' stato negato", spiega il deputato di
An Manlio Contento. Sì anche da Forza Italia. Nella Casa della Libertà
si sono contate assenze tra i leader: non era a Roma Silvio Berlusconi,
mentre Gianfranco Fini, presente fino a poco prima a Montecitorio, non
era in aula. Contrari i Repubblicani e la Dc per le Autonomie guidata
da Gianfranco Rotondi (che giudica la scelta del resto della Cdl "un
inchino alla barbarie che ha fatto di Previti un mostro").
Dall'Italia dei Valori arriva il commento più secco: "Meglio tardi che
mai". Al posto di Previti andrà Angelo Santori, primo dei non eletti di
Forza Italia.
(da Repubblica.it)
| inviato da shofar il 31/7/2007 alle 18:33 | |
29 luglio 2007
E c'è chi ha il coraggio di scagliarsi contro i Pacs...
Da Repubblica.it:
Lui non la cura, lei muore di cancro Solo conviventi, quindi non è colpevole
MILANO - Lui è un camionista milanese, 51 anni, iniziali N.L.N. Lei, la sua compagna, di origine slava, è morta nel 2002, di tumore, senza assistenza, senza cure, senza un aiuto. Lasciata morire. Ma erano "solo" conviventi e per la giustizia lui, il camionista, non è colpevole di alcunchè. In base al codice, almeno. La coscienza, poi, quella è un'altra cosa.
Lo ha deciso oggi la I sezione della Corte d'Assise che ha assolto N.L.N dall'accusa di abbandono di persona incapace perchè "il rapporto di convivenza, in quanto rapporto di fatto non disciplinato dalla legge, è privo di rilevanza penale". La coppia viveva insieme da quindici anni pur senza essere - come dice la sentenza - disciplinati dalla legge. Non erano sposati, insomma. Due estranei sotto lo stesso tetto per cui però non scatta alcun tipo di obbligo, nè civile nè penale.
Tutto bene finchè la donna si ammala: tumore, obbligo di cure, necessità di assistenza, un'agonia lunga. E in solitudine visto che lui, dicono le accuse, non si è preoccupato di assisterla e di farla curare. Abbandono di persona incapace fino a causarne la morte. Secondo l'accusa, non le avrebbe somministrato le cure necessarie, tanto che la donna muore il 19 maggio 2002 dopo una lunga e devastante malattia che l'aveva ridotta a pesare 30 chili.
Con queste accuse, mosse dai parenti di lei, il camionista è finito sotto processo. Consulenti e periti confermano lo stato di totale abbandono in cui era stata lasciata la donna. Ma la Corte d'Assise lo ha assolto. Scrivendo una sentenza destinata a far discutere.
| inviato da shofar il 29/7/2007 alle 1:51 | |
28 luglio 2007
Un libro per l'estate...
 L'ho finito stanotte, davvero un bel libro!!! La nonna vuota il sacco, romanzo della scrittrice tedesco-americana Irene Dische, pubblicato per i tipi di Neri Pozza, è una divertente, irriverente e commuovente saga famigliare ebraico-tedesca. Elisabeth, buona cattolica aristocratica della Renania, un giorno sposa il talentuoso ebreo Carl. Siamo all'inizio del Novecento e le nubi dell'olocausto non si sono ancora addensate sui cieli della Germania. Da qui prende il via la storia che Elisabeth narra senza peli sulla lingua. I segreti del suo talamo coniugale, gli ebrei, la grazia di Dio o la Gestapo, per lei non c’è argomento su cui sia vietato mettere becco. E non c’è nessuna catastrofe, nemmeno la fuga in America, le morti improvvise o la Seconda guerra mondiale, che possa distoglierla dall’occuparsi della sua famiglia, anzi degli infiniti rami che la sua famiglia ha sparso per il mondo. Un personaggio sfacciatamente senza tabù, quello a cui la Dische dà voce, anzi così innocentemente pieno di fisime e pregiudizi, di bugie e preconcetti, che riesce, incredibilmente, a trascinarci nel vortice di queste vite che non sono più. Raccontando gli antichi amori della sua famiglia, le sue disavventure, i tic e gli errori fatti, Irene Dische ci regala un libro godibilissimo e un'intensa dichiarazione di amore per la vita. Siccome non credo che estate voglia dire solo svagarsi, e sono convinto che un buon libro è un'avventura che si può intraprendere in ogni momento, io vi consiglio di portarvi La nonna vuota il sacco sotto l'ombrellone.
libri
letteratura
recensione
irene dische
| inviato da shofar il 28/7/2007 alle 13:41 | |
27 luglio 2007
E poi qualcuno ha ancora il coraggio di dire che l'Italia è un paese democratico...
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GAY. ARRESTATA COPPIA OMO PERCHE' SI BACIAVA DAVANTI AL COLOSSEO
Roma, 27 lug. - Una coppia gay è stata arrestata la notte scorsa perché sorpresa a baciarsi vicino al Colosseo. Lo rende noto l'Arcigay di Roma, che ha diffuso in una nota i dettagli della vicenda. Roberto L. e Michele M., di 27 e 28 anni, coppia di fatto, dopo aver passeggiato tra i bar della 'Gay street', il primo tratto di San Giovanni in Laterano, verso le 2 di notte si stavano recando al parcheggio dove avevano lasciato l'auto, nei pressi del Colosseo. Scendendo le scale che dalla 'Gay street' porta al Colosseo, i ragazzi si sono fermati qualche secondo ad ammirare il monumento abbracciandosi e baciandosi. "Come fanno migliaia di coppie che ogni giorno passano per il Colosseo - spiega Fabrizio Marrazzo, responsabile di Gay help line e presidente di Arcigay Roma -. Appena si sono baciati, hanno visto che la macchina dei carabinieri ha acceso un faro, gli agenti sono scesi dall'auto, li hanno arrestati e portati alla Caserma del Celio". Qui sono stati interrogati e gli e' stato rilasciato un verbale dove risulta che sono stati denunciati al giudice. Successivamente, i ragazzi hanno segnalato il fatto al numero verde 800 713 713 'Gay help line' di Arcigay Roma e del Comune di Roma, che li sta supportando legalmente
Mentre oggi Repubblica, in prima pagina, dà notizia del ragazzino di Gela allontanato dall'insegnante perché gay. Va bene che Gela ha i problemi che ha, va bene che è ai confini della galassia (civile), ma in fondo temo rispecchi bene la nostra Amata Patria, almeno su certi temi. Anche i Taliban si troverebbero bene qui da noi... |
26 luglio 2007
E mo ce provo pure io...
Ops... già devo scrivere?... Oddio... Non ero ancora pronto...
Dunque, vediamo...
Perché ho aperto un blog? Perché ho molto da dire? Forse, ma non ne sono poi così sicuro...
Perché ho tempo da perdere? Sinceramente no...
Perché mi piace come forma di comunicazione? Anche in questo caso la risposta non è del tutto positiva...
Perché non scrivo abbastanza? Col mestiere che faccio direi proprio di no...
Perché va di moda? In genere, non vado troppo d'accordo con le mode...
Quindi... Perché? Da bambino ho sempre cercato di tenere un diario. Compravo un bel quaderno rilegato, magari con la copertina di pelle. Sceglievo una penna stilografica (mi sembrava fosse più adatta di una semplice Bic per un compito così alto come registrare su carta la mia vita...). E per un paio di settimane resistevo. Poi, inevitabilmente, il diario finiva in fondo a un cassetto con la sua decina di pagine piene di inutili amenità. Qui, temo, più o meno è la stessa cosa, nonostante non abbia più 10 anni ma abbia raggiunto l'età del Cristo in croce. Se non gli accadimenti (mi domando cosa potrebbe succedermi di così straordinario per meritare di essere non solo fissato su uno schermo, ma anche divulgato al popolo della blogosfera), potrei tentare di dare forma scritta ai troppi pensieri che mi affastellano continuamente la mente, spesso impedendomi di dormire.
Ecco, ho trovato: questo blog nasce come cura all'ansia e all'insonnia...
Detto ciò, ora cerco di capire come cavolo funzioni la baracca.
...Alla prossima, se ci sarà.
| inviato da shofar il 26/7/2007 alle 11:58 | |
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